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Il film “Ballo a tre passi” conquista anche Olbia

 

La doppia proiezione speciale del film “Ballo a tre passi” organizzata ieri al Cinema Olbia da Marco Navone dell’Associazione Argonauti, è stata ancora più apprezzata per la presenza in sala del regista Salvatore Mereu. In mattinata, il regista si è confrontato con gli studenti delle scuole superiori cittadine, rispondendo a tutta una serie di domande poste dagli insegnanti e dai ragazzi. Anche la proiezione ad inviti delle ore 19 è stata caratterizzata dalla partecipazione di Salvatore Mereu che, alla fine del film, è stato protagonista di un interessante dibattito sul suo “Ballo a tre passi” . Il film-rivelazione di questi mesi è in programmazione, con molto successo, al cinema Olbia, già dalla scorsa settimana.

Particolarmente significative le reazioni degli studenti che hanno assistito alla proiezione di ieri. I ragazzi sembravano letteralmente ipnotizzati dai personaggi, dalle vicende e dai ritmi dell’universo sardo raccontato da Savatore Mereu nella sua opera prima. Scandito in quattro stagioni, corrispondenti ad altrettanti episodi, “Ballo a tre passi” narra le storie di numerosi personaggi di ogni età, legati indissolubilmente alla Sardegna, i cui destini sembrano intrecciarsi casualmente. Nel primo episodio, “Primavera”, quattro ragazzini per la prima volta vedono il mare, al termine di un viaggio in camion. In “Estate”, Michele - un giovane pastore - conosce una ragazza francese, Solveig, appena atterrata sulla spiaggia con un aeroplano da lei stessa pilotato: se ne innamora e viene da lei iniziato al sesso. In “Autunno”, Francesca - una giovane suora - torna nel paese natale in occasione del matrimonio di una cugina, ritrova i parenti, gli amici e sprazzi di felicità venati di inquietudine.

“Inverno” racconta la solitudine di Giorgio- anziano pensionato che, ogni mese va in cerca della solita prostituta, con cui vive l’unico momento di piacere, compreso l’ultimo. In quell’istante rivede tutti i suoi cari che lo accompagnano fino al piccolo aereo, pronto ad accoglierlo per portarlo in cielo. Il pubblico olbiese ha rivolto a Salvatore Mereu molte domande su “Ballo a tre passi” e il suo realismo magico, a tratti felliniano. Soprattutto i giovani sono stati affascinati dal percorso dei quattro episodi, che è anche un viaggio “cantato” in modo mai banale o melenso seguendo il ritmo delle stagioni e quello della vita, dalla Sardegna più isolata ed arcaica alla solitudine urbana, sicuramente più “moderna” ma tanto più aspra ed alienante.