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Presentato il Bilancio Ambientale dell’AMP Tavolara Punta Coda Cavallo: primo caso in Italia
Il primo caso di Bilancio Ambientale applicato in Italia ad un’Area Marina Protetta è quello dell’AMP Tavolara Punta Coda Cavallo. L’importante documento, relativo all’esercizio 2007, rappresenta la conclusione di un percorso con il quale l’Area Marina Protetta porta a compimento un ciclo avviato con la registrazione EMAS e la certificazione UNI EN ISO 14001. Lo hanno sottolineato il Sindaco Gianni Giovannelli, in qualità di Presidente del Consorzio di Gestione, e il Direttore Augusto Navone nel corso della presentazione del Bilancio Ambientale nella sala conferenze dell’Expò. “Fin dall’inizio - ha chiarito Navone - il nostro principio guida è stato quello di perseguire la valorizzazione del patrimonio naturale, sia dal punto di vista ambientale, sia dal punto di vista socio economico, cercando la giusta misura tra le esigenze di tutela e quelle di fruizione consapevole”. “A compimento di questo percorso, e nell’ottica di una gestione aperta e trasparente - ha aggiunto Giovannelli - abbiamo voluto integrare la gestione ambientale con la redazione del Bilancio Ambientale che, a corredo del Bilancio economico ordinario, è lo strumento più chiaro ed efficace per fornire all’esterno l’esatta cognizione di come vengono gestite e spese le risorse alle quali questa amministrazione ha accesso.”
Nel Bilancio sono stati evidenziati i seguenti punti di forza: la presenza di numerosi habitat di interesse internazionale e AREA SIC dello Stagno di San Teodoro; facile raggiungibilità dall’esterno grazie al vicino aeroporto e porto di Olbia; patrimonio ambientale, archeologico, enogastronomico e delle biodiversità anche con il collegamento delle zone interne; crescente interesse da parte dei giovani verso nuove professionalità in campo ambientale; aumento della sensibilità alla tutela del territorio; nuove opportunità occupazionali nel settore ambientale e della educazione e didattica ambientale. Questi, invece, i punti di debolezza: antropizzazione e sovrastrutturamento dei litorali; flussi turistici concentrati in un periodo di 4 mesi all’anno; elevata fruizione di imbarcazioni da diporto; inadeguatezza di infrastrutture e servizi nelle zone litorali (elettrificazione, approvvigionamento idrico, scarichi); scarsa attenzione alle tematiche ambientali, limitata attività di innovazione tecnologica sotto il profilo della tutela ambientale; forte marginalità delle aree non costiere. |
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